INTERVISTA AL LIBANESE E SCROCCHIAZEPPI


All'Appuntamento a mano armata 2009 abbiamo incontrato Francesco Montanari e Riccardo De Filippis, il Libanese e Scrocchiazeppi della serie televisiva Romanzo Criminale


La serie Romanzo Criminale è cominciata nello scetticismo generale. Ora gran parte della critica la considera migliore del film. Caso più unico che raro. Qual’è secondo voi il segreto del successo?
RdF: Il segreto è la professionalità di tutti quelli che hanno partecipato a Romanzo Criminale, dai tecnici, agli attori, al regista Stefano Sollima naturalmente, alla produzione. Insomma ognuno ha portato grande professionalità.

Quando avete accettato il ruolo, avete accettato anche il confronto con gli attori del film. Quanto vi ha influenzato questo?
FM: Beh, influenzato no, in realtà. Certo, un po’ di paura all’inizio, però poi lavorando in un clima professionale così sereno, si sono ottenuti dei risultati.

Qual è stata la maggior difficoltà nell’interpretare il vostro personaggio?
RdF: Essere un criminale non è facilissimo. Soprattutto essere credibile come criminale non è facilissimo.
FM: Si, è una questione che ti deve venire da dentro. Quando ti guardano devi incutere una determinata soggezione.

Il film era composto dai giovani volti più noti del cinema italiano, la serie da nomi sconosciuti. Che vantaggi o svantaggi ha avuto lavorare in un cast di tutti attori emergenti?
RdF: il vantaggio è di non avere pressioni, lo svantaggio…lo vedremo.
FM: poi il vantaggio è di vedere i personaggi. Tu vedi la serie e vedi il personaggio e non vedi l’attore. Ed è una filosofia che va contro i canoni italiani, ma è stata la forza.
RdF: Si, abbiamo avuto il tempo per preparare un personaggio interessante. Interessante per noi quindi poi immagino anche per il pubblico.

Il cast è tutto romano o c’è stato uno studio sul dialetto?
RdF: Gli attori che fanno parte della banda sono tutti romani, per una questione di accenti. Però c’è stato comunque uno studio sul dialetto perché il romano che abbiamo usato per la serie non è quello contemporaneo.
FM: Devo dire però che c’è un personaggio della banda che è toscano. Lorenzo Renzi che interpreta Sergio Buffoni che ha fatto uno studio notevole.

Vi piace il cinema di genere o ci siete finiti per caso? Se si, qual è il vostro poliziesco italiano preferito?
Rdf: A me piace il cinema. Sono onnivoro cinematograficamente. Se un film mi piace, mi piace di qualsiasi genere. Quindi si, ci sono capitato per caso.
FM: Si, ci siamo capitati per una serie di coincidenze. Sono ruoli che fanno molta gola, perché permettono di divertirci e sono anche rari da prendere dalla produzione italiana. Il film italiano del cinema di genere preferito non lo so, ce ne sono tanti.

Quando passò Romanzo Criminale in TV fece la metà dell’audience dei Cesaroni. Ora invece il vostro successo anche se in una rete satellitare. Il pubblico televisivo è perso o il genere può rinascere anche in TV?
FM: Io credo che aldilà del genere un prodotto se viene fatto onestamente, professionalmente e viene offerto un determinato livello di qualità, qualsiasi genere dalla commedia al poliziesco, al drammatico, alla tragedia, sicuramente ha un riscontro maggiore di un prodotto fatto con la mano sinistra.
RdF: E’ stata bella soddisfazione, anche umana, sapere che la qualità poi paga.

Si, va bene, ma anche il film era un buon prodotto sicuramente imparagonabile ai Cesaroni.
FM: Si, certo, ma il film innanzitutto andò in televisione in due serate e un film così lo ammazzi perché non era stato concepito così. In due puntate un film cambia totalmente.
RdF: Poi era stato visto da tanti al cinema.

Alemanno ha dichiarato che gli episodi di violenza che si verificano a Roma sono da imputarsi alla serie Romanzo criminale. Enzo Foschi ha risposto dicendo “Allora, i pirati somali si saranno rivisti Sandokan”. Questo è un discorso vecchio e già fatto anche per Gomorra per il quale a Napoli la gente nelle sale “tifava” per i camorristi. C’è veramente un rischio emulazione o se uno è cretino lo è a prescindere.
RdF: Secondo me c’è un problema culturale in Italia che è il problema principale che ci portiamo dietro. Qualsiasi cosa può far male, qualsiasi cosa può far bene.
FM: Esatto, se c’è un’emulazione vuol dire che c’è una patologia a monte e non è colpa nostra o di chi fa film del genere, anche perché altrimenti non dovrebbe esistere la letteratura mondiale.

A Roma è ancora vivo il ricordo delle vicende della Banda della Magliana?
FM: Si, molto vivo perché ci sono ancora degli strascichi. Ci sono ancora personaggi in giro a Roma che hanno partecipato all’epoca. Ovviamente non è più come a quei tempi, ma in un determinato giro si sente ancora.

Ci sarà la seconda serie?
RdF: Si.

A Francesco Montanari: quanto ti dispiace non fare la seconda serie?
RdF: Posso rispondere prima io? a me tantissimo!
FM: Grazie! Da una parte mi dispiace molto perché comunque è stata un’esperienza bellissima, forse la più bella della mia vita dal punto di vista lavorativo. Ho conosciuto persone fantastiche come lui.
RdF: Mi sto commuovendo.
FM: Poi in realtà devo dirti che però il Libanese è giusto così…nel senso che il personaggio che ho avuto l’onore di affrontare io che nasce e muore così, penso che qualsiasi attore sarebbe molto contento di farlo. Quindi va bene.

Cosa vuol dire Scrocchiazeppi?
RdF: E’ un modo di dire a Roma che indica una persona molto magra, sottile, che si scrocchia, si rompe, come uno zeppo di legno, come un bastoncino del gelato.

Quanto assomigliate ai vostri personaggi?
RdF: Un po’ di comicità di Scrocchiazeppi la prendo, per il resto…
FM: Io del Libanese un po’ di ambizione…(da qui è tutta una risata, ndr.)
RdF: però in maniera virgolettatissima.
FM: virgolettatissima e sempre rispettosa del prossimo.
RdF: Diciamo hai preso anche la generosità.

Quali sono i vostri progetti futuri?
RdF: Oh, qua parliamo insieme, in sincrono!
FM: Faremo uno spettacolo a Roma il “Il Calapranzi” di Pinter, il 23-24-25 giugno al Cometa Off, che è un Teatro che sta al Testaccio in via Luca Della Robbia, siete tutti invitati, venite numerosi. E poi c’è la prospettiva di una turné a Febbraio. Ci vedrete tantissimo.
RdF: Viva il teatro.