DARIO ARGENTO TOUR LOCATIONS 2012

Domenica 16 settembre 2012 si è svolta a Torino la seconda edizione del Dario Argento Tour Locations organizzato da Stefano Oggiano & Davide Della Nina con la collaborazione del regista Alessandro Benna. Un evento del tutto gratuito per rivivere le emozioni dei film di Argento attraverso i luoghi, le strade e gli edifici immortalati nelle sue pellicole e per capire ancor di più la magia del cinema che crea, dalla realtà, luoghi immaginari con porte che si aprono a Torino per entrare in case che magari sono a Roma.

La Torino "magica" è diventata la città preferita del regista romano il quale ha iniziato a girarci nel '71 con Il gatto a nove code e non ha più smesso fino al suo ultimo film Giallo. Potremmo dire che Dario Argento come i serial killer prima o poi torna sempre sul luogo del delitto. Nel mezzo a questi due film infatti ci sono 4 mosche di velluto grigio, Profondo Rosso, Non ho sonno, Ti piace Hitchcock? e alcune scene de La terza madre. Per capire perché Argento ami Torino, basta averla visitata una volta: una città architettonicamente unica con innumerevoli edifici che meriterebbero ognuno di essere protagonista di un film.

Il Tour è stato realizzato ovviamente con criteri geografici, passando da una location a quella attigua. Noi lo ricostruiremo, per chi non c'era, raggruppandole per film e in modo cronologico da Il gatto a nove code in poi, riportando le immagini e gli aneddoti. Per le emozioni, partecipate al Tour del 2013.

IL GATTO A NOVE CODE (1971)


Il Gatto a nove code è il secondo film di Argento dopo l'esordio con L'uccello dalle piume di cristallo che fu girato a Roma.
La prima sequenza de Il gatto a nove code è quindi anche la prima sequenza in assoluto girata a Torino da Argento ed è una panoramica in cui si vedono due putti situati in cima a un palazzo in Via Vela. Curiosamente la differenza fra l'immagine di ieri e oggi è data da un'antenna della televisione. Sì, proprio quella televisione che negli anni 80 ha decretato il rapido declino del cinema di genere in Italia.


Ne Il gatto a nove code al centro delle vicende c'è l'Istituto Terzi dove alcuni scenziati scoprono il gene XYY che identificherebbe una predisposizione alla delinquenza. I protagonisti sono un anziano cieco, Franco Arnò (Karl Malden), e una bambina, Lory che insieme al giornalista Giordani (James Franciscus) cercheranno di sbrogliare la matassa.
L'edificio dell'Istituto Terzi oggi ospita la Galleria d'Arte Moderna in Via Vela ed è rimasto praticamente identico a parte una scala antincendio di costruzione successiva alle riprese del film.


Gli interni dell'Istituto Terzi furono invece girati a Roma nella stessa location usata in Il secondo tragico Fantozzi. Proprio di fronte alla GAM c'è la casa in cui abitavano Lory e Arnò.


Nella strada appena fuori dall'Istituto Terzi avviene l'incontro-scontro fra Arnò e Giordani.


In via Santa Teresa, troviamo un'altra location storica: gli esterni del palazzo in cui c'era lo studio del fotografo Righetto, ai piani alti. Il negozio "Il Quadrante" al piano terra, ora è rimpiazzato da un'altra attività. Questa scena è da ricordare anche per un errore simpatico: se fate caso al riflesso nel vetro dietro l'auto blu si vedono Dario Argento e la sua troupe.


Il caratteristico colonnato davanti al negozio di Righetto dove Giordani si ferma con la macchina è invece rimasto lo stesso.


La rampa da cui esce l'auto con Giordani e Anna Terzi (Catherine Spaak) seminando la polizia, è in via Secondo Frola, dove poi finisce l'inseguimento.


Dopo l'inseguimento, Giordani e Anna si fermano a un Bar-night situato nella terrazza di un palazzo. Il palazzo si trova in Piazza Solferino e il Bar fu costruito appositamente per il film. Dario Argento effettuò le riprese dal palazzo di fronte.






In Corso Fiume, si trova invece lo stranissimo palazzo in cui abita Bianca Merusi, fidanzata del dottor Calabresi.






4 MOSCHE DI VELLUTO GRIGIO (1971)


Anche il successivo film Argento lo gira a Torino. E' la storia di Roberto che crede di aver ucciso erroneamente un uomo, Carlo Marosi, ed è perseguitato da qualcuno che sa dell'omicidio.

Durante i titoli di testa vediamo Marosi spiare Roberto mentre suona all'interno di un negozio di dischi. Questo locale è ora un negozio di abbigliamento.


All'inizio del film Roberto esce dall'Auditorium RAI dove sta provando col gruppo. Gli interni sono girati a Roma.


Subito dopo Roberto vedrà Carlo Marosi (Calisto Calisti) spiarlo da dietro una colonna e inizierà il famoso pedinamento dove si invertono i ruoli: Marosi da pedinante diverrà pedinato.


Il pedinamento continua in Via Rossini angolo Via Ferrari.


L'inseguimento a un certo punto arriva in una galleria che si trova in Via della Basilica. A pochi metri da qui Argento ritornerà nel 2009 per girare Giallo.


Per scoprire chi lo perseguita, Roberto chiede aiuto ad Arrosio, un improbabile investigatore privato che ha in carriera ben 84 casi, tutti irrisolti.
Lo studio di Arrosio è all'interno della Galleria Subalpina. Roberto entra nella galleria dove si nota l'antico Cinema Romano e la scalinata in cui sale per giungere allo studio.


La finestra di Arrosio è quella che riporta la scritta Edizioni Musicali Discografiche. Per gli interni fu usato realmente quel locale.


Arrosio fa colazione in un Bar dove lascerà pagare a Roberto. Il locale è lo storico Caffé Mulassano in Piazza Castello. Dentro il tempo pare si sia fermato.






PROFONDO ROSSO (1975)


Nel quarto giallo, Argento consacra Torino come città del thriller. Chi è che non conosce Villa Scott, la Villa del bambino urlante o più popolarmente la Villa di Profondo Rosso?

Il film inizia con la sequenza del congresso di parapsicologia che fu girata al Teatro Carignano situato nell'omonima piazza. Gli interni, in momenti diversi, sono stati completamente rifatti.


La parapsicologa Helga Hulmann è la prima vittima del killer e questa è la finestra di fronte alla quale viene uccisa.


In basso sulla destra c'è il portone del palazzo in cui vivono Helga e Marc, da dove nel film escono Marc e i poliziotti dopo il primo omicidio. Ecco una foto ricordo davanti a quella porta con la mannaia retrattile realizzata da Germano Natali per il film.


Due amici musicisti, Marcus e Carlo, appena usciti dal Blue Bar mentre parlano davanti a una statua sentono le grida della vittima. Questa sequenza si svolge tutta in Piazza CLN. Il Blue Bar fu fatto costruire da Argento sotto il loggiato, infatti come si vede nella realtà non c'è alcun Bar in quel punto.




Ai lati della statua, Marcus parlerà a Carlo del delitto e del quadro che è sicuro di aver visto ma che non c'è più.




Un altro dialogo fra Marcus e Carlo in cui discutono ancora del quadro scomparso avviene nella Galleria San Federico. Ora è identica tranne un atrio alla fine della passeggiata dove nel film sedeva una signora davanti alla TV (nella quale c'è un TG presentato da Michele Cucuzza!).




Infine ecco la villa oggi, in Corso Lanza, in tutto il suo intatto splendore...e c'è poco da commentare.




NON HO SONNO (2001)


Molti anni dopo, nel 2001, per il tanto acclamato ritorno al giallo con Non ho sonno, Dario Argento torna a Torino. Il film racconta le vicende dei “delitti del nano” apparentemente terminati con la morte dello stesso molti anni prima e improvvisamente ripresi ai giorni nostri. A indagare in proprio sarà il vecchio commissario Moretti (Max Von Sydow) ormai in pensione e con la memoria che gli gioca brutti scherzi.

Una delle vittime dei primi delitti è la madre di Giacomo Gallo, che abitava in questa casa. Nel film si vede passare un autobus davanti, ma nella realtà è una zona pedonale.


La casa del commissario Moretti è rimasta praticamente identica.




Il pub (in orario di chiusura), dove Lorenzo, amico di Giacomo, rischia l'avvelenamento.


Le scene del pub dove lavora Dora “la coniglietta” furono girate in questa location che ora è una libreria. Si trova in Via Roma (ingresso su Piazza Castello).




La scena del balletto del Lago dei cigni è stata girata anch'essa nel Teatro Carignano già protagonista, come abbiamo visto, di Profondo Rosso.


Uno degli elementi più caratteristici di Non ho sonno è la casa del killer, indimenticabile per la sua forma quasi triangolare. La si vede nella parte conclusiva del film. Negli ultimi anni è stata ristrutturata e dietro è sorta una palazzina. Si trova in Via Vanvitelli.


Sull'altro lato della strada, di fronte a un palazzo, avviene nel finale l'aggressione a Gloria, l'amica di Giacomo.


TI PIACE HITCHCOCK? (2005)


Anche per il film televisivo Ti piace Hitchcock? Argento sceglie l'ambientazione torinese.

Gran parte del film si svolge fra due case di fronte come nell'hitchockiano La finestra sul cortile di cui questo film è un chiaro omaggio. Le due case, quella di Giulio (Elio Germano) e quella con balcone di Sasha (Elisabetta Rocchetti), sono in Via Vela. Come si può vedere, la grossa differenza è l'assenza di quella grossa struttura in vetro con le scale interne che c'era prima a fianco della casa di lei.
Curiosità: a causa di una produzione televisiva con pochi fondi, le riprese dall'alto non furono realizzate con un dolly ma con un montacarichi.




Per gli interni della casa di Sasha sono stati usati quelli dello stesso edificio. Mentre la casa di Giulio sono stati ricostruiti altrove usando un pannello con la visuale della casa di fronte fuori dalla finestra per simulare la corretta visuale.

La sequenza nel pub con vista chiesa, in cui Giulio parla con la fidanzata, è stata girata in Via delle Rosine e la chiesa è quella di Sant'Ottavio.


Nel film il protagonista è convinto che l'omicidio avvenuto nella casa di fronte sia solo il primo di uno scambio di delitti che Sasha e l'amica Federica (Chiara Conti) stanno mettendo in atto ispirandosi a Stranger on the train di Hitchcock.

Giulio decide di pedinare Federica che secondo lui sta portando a termine lo scambio di delitti. La breve sequenza davanti alla casa di Federica è in via Bava...un certo Eusebio Bava, nulla a che vedere col Maestro Mario.


Gli esterni degli uffici di Federica invece sono la sede della CHIUSANO & C. Dario Argento nel film fa camuffare alcune lettere del nome della ditta che diventa ONIUSAXO & C. Questa si trova in Corso Galileo Ferraris.


LA TERZA MADRE (2007)


La Terza Madre è stato girato quasi interamente a Roma. Tuttavia alcune sequenze, anche importanti, sono state girate a Torino, soprattutto per gli interni. Nel terzo episodio della trilogia delle Tre madri (gli altri sono Suspiria e Inferno), Sarah Mandy (Asia Argento) figlia di una potente strega bianca si trova non volente a combattere contro il male scatenato dal ritorno di Mater Lacrimarum causato dall'incauta apertura di un'antica urna. Ad aiutarla in vari frangenti ci sono Marta Colussi, amica della defunta madre e Michael curatore del museo in cui Sarah lavora come archeologa.

Gli interni del museo dove lavora Sarah e che sarà luogo del primo efferato omicidio, sono stati girati nella Pinacoteca dell'Accademia Albertina di belle arti (in Via Accademia Albertina, 6).


Dentro questo edificio, in via G.Ferrari, sono stati girati gli interni della casa di Michael (Adam James).


In questo edificio invece sono stati girati gli interni dell'appartamento di Marta Colussi (Valeria Cavalli) e la sua compagna.


All'interno della libreria La Bussola, in Via Po 9, è stata girata la scena in cui Sarah si rende invisibile per sfuggire alla polizia.


Nella stessa libreria che va da strada a strada parallela, c'è la scena in cui la strega orientale guarda Sarah dall'esterno.


Gli unici esterni torinesi de La terza madre sono girati in Via Bonelli. E' la scena in cui Sarah Mandy vede uscire Michael dal Bar e lo insegue.


Il portone della casa di Michael.


GIALLO (2009)


Per il film Giallo del 2009 Argento Torna prepotentemente a sfruttare Torino. La trama vede protagonista l'ispettore Enzo Avolfi (Adrian Brody) alla caccia di “Giallo” un serial killer che deve il suo nome dal colore della sua pelle e che adesca bellissime ragazze facendole montare sul suo taxi.

In Via Po, c'è il portone della la casa di Celine (Elsa Pataky) in cui arriva sua sorella, Linda (Emmanuelle Seigner).


Salita in casa, dal terrazzo Linda guarderà all'orizzonte la Gran Madre che non è un'altra strega ma il nome comune della Chiesa della Gran Madre di Dio.


Questo invece è il punto, nei pressi del Museo del Cinema, in cui l'ispettore è inseguito dal taxi che trasporta Linda. Per questa sequenza Adrian Brody guidò lui stesso la macchina con tanto di freno a mano!


Nel mercato del pesce di Porta Palazzo si svolge la scena in cui l'ispettore si fa tradurre la registrazione delle ultime parole di una vittima giapponese da un suo connazionale.


Gli esterni della casa di Giallo sono invece in Via Pietro Egidi con l'ingresso della portineria all'angolo con Via della Basilica.




La morte di Giallo è ricostruita in una location che abbiamo già incontrato, la Galleria San Federico, dove furono girate anche alcune sequenze di Profondo Rosso. In questa galleria giace a terra il corpo di Giallo caduto da un tetto. Il tetto ovviamente è da un'altra parte.


Un'altra sorpresa dal set dopo la mannaia di Profondo Rosso: è il calco della faccia di Adrian Brody usato per costruire la maschera di Giallo. Sì, perché il killer nel film è interpretato dallo stesso Brody nascosto dietro lo pseudonimo-anagramma Byron Deidra.


(Si ringraziano: Eva Berti per la collaborazione alla realizzazione di questo reportage; gli organizzatori e collaboratori del Tour: BDProduzioni, Davide Della Nina, Stefano Oggiano, Alessandro Benna, Corrado Artale, Debora Lomartire, Sathya Del Piano e Ilaria Coradazzi)