CINEVENTO DE MASI 2007

Grazie a Daniele De Gemini che ci ha gentilmente invitati e agevolati, sabato 9 giugno siamo stati presenti al primo Cinevento De Masi, con il sottoscritto e Leonardo Sbrana partiti in mattinata da Pisa e Federico Caddeo che era già in loco con la sua troupe. Questo evento è stato realizzato per ricordare il maestro Francesco De Masi, compositore di colonne sonore molto belle, fine autore di splendide melodie, che ha spaziato con successo in tutti i generi cinematografici, accompagnando col le sue note film come Lone Wolf McQuade, Quel maledetto treno blindato, Totò contro Maciste, Ammazzali tutti e torna solo, Concerto per pistola solista e The Big Game. Alcuni degli artisti che hanno lavorato con lui o che semplicemente lo stimavano non hanno voluto mancare a questo avvenimento svoltosi a Rocca Priora, nei pressi di Roma. Noi arriviamo nell’erto paesino nel primo pomeriggio e facciamo finalmente la conoscenza di Daniele. Prima dell’inizio della manifestazione Federico ha anche la brillante idea di includere nel documentario che stanno girando, anche una mia intervista dove parlo delle colonne sonora di Francesco De Masi. Chissà se avrà il coraggio di inserirlo davvero negli extra del dvd di Sette dollari sul rosso.
Finalmente si vedono i primi protagonisti e riusciamo a farci firmare qualunque cosa. Subito dopo inizia la manifestazione. Si alternano, per ricordare il maestro e per parlare di musica e di cinema, prima grandi musicisti e compositori quali Franco De Gemini, Alessandro Alessandroni e Franco Micalizzi e dopo due stimati registi: Umberto Lenzi e Lamberto Bava. In questi due simpatici e interessanti incontri, sono venuti fuori diversi aneddoti, riguardanti la musica e il cinema. Alessandroni, grande chitarrista e suonatore di sitar, ma famoso soprattutto per il suo fischio presente in molti western italiani, ha raccontato la sua lunga collaborazione artistica col maestro De Masi e una curiosa storia legata alla loro colonna sonora del film Colpo maestro al servizio di sua maestà britannica. Il tema principale del film, ha raccontato Alessandroni, fu creato con una comune pianola, il cui suono particolare piacque al punto che decisero di portarla in sala di registrazione e di utilizzarla per quel brano.
I musicisti di molti film di Sergio Leone hanno poi raccontato un incredibile aneddoto riguardante il Buono, il Brutto e il Cattivo: il ponte che nel film viene fatto esplodere dal biondo e Tuco, fu fatto costruire dall’esercito spagnolo. Una volta completata la costruzione, il capitano dell’esercito chiese a Leone se poteva farlo esplodere lui. Leone acconsentì e si misero d’accordo sul fatto che il capitano avrebbe dovuto innescare l’esplosione ad un cenno che avrebbe fatto Leone col fazzoletto. Tutto pronto, ma poco dopo distrattamente, il grande regista tirò fuori il fazzoletto per asciugarsi il sudore, gesto che fu equivocato dal militare che fece saltare in aria il ponte da novanta milioni di lire che poi si dovette ricostruire.
Umberto Lenzi, invece, ha parlato a lungo del suo cinema degli anni 70, che ha molti estimatori e debitori anche fra registi americani come Joe Dante, Tim Burton e Tarantino. Un esempio del successo dei suoi film all’estero, ha raccontato Lenzi, sono le lunghe file che si crearono nei cinema americani per un film intitolato Make Them Die Slowly, che altri non era che Cannibal Ferox, “un film fatto per pagare le tasse, ma dato che è quello che mi ha fatto guadagnare di più, allora è un capolavoro”. Il regista toscano (parlandoci successivamente abbiamo scoperto che ha studiato nella nostra Pisa), ha poi ricordato il particolare realismo dei suoi polizieschi, rispetto ai film d’azione americani, e come spesso gli scontri automobilistici fossero reali. Reali al punto che in un suo film fece scontrare l’auto guidata da Maurizio Merli contro un ignaro maggiolino che passava di li, facendolo cappottare due o tre volte, “ma poi l’abbiamo risarcito”, conclude il regista, “anche se poi è arrivata la polizia…quella vera”. Un altro episodio di “cinema-realtà”, ci ha raccontato in privato, avvenne in quello che lui ritiene il suo film migliore, Da Corleone a Brooklyn dove fra le comparse utilizzò dei veri borseggiatori che in una scena in cui dovevano menare Merli, lo fecero davvero. Lenzi ha poi chiuso parlando della sua trilogia thriller Orgasmo, Paranoia e Spasmo dove si è distaccato dal classico giallo argentiano creando dei personaggi in cui il bene e il male si fondeva a confondere e stupire lo spettatore.
Lamberto Bava, sia sul palco che successivamente con noi, si è soffermato a lungo sul film di suo padre Cani arrabbiati (con nostra felicità). Ha raccontato la storia e le vicissitudini di questa pellicola che non venne completata come Mario Bava avrebbe voluto a causa del fallimento del produttore e come lui abbia adesso ricorretto il film assieme al vecchio produttore Alfred Leone. Ha poi aggiunto, che dopo esser riuscito con molta fatica a ottenere i diritti del film, ha rimontato il film cercando di rifarlo come avrebbe voluto il padre (Lamberto al tempo era aiuto regista e aveva letto la sceneggiatura), apportando dei tagli e integrando scene mancanti con materiale di repertorio di film di Umberto Lenzi. L’operazione è stata completata dal rifacimento della colonna sonora da parte del maestro Stelvio Cipriani, che all’epoca utilizzò musiche di repertorio. Sulla scena che accomuna Cani arrabbiati a Le Iene, Lamberto afferma che Tarantino non poteva aver visto il film perché non c’era e che al massimo avrebbe potuto leggere il copione. Ci pare strano, le due scene sono troppo simili per essere un caso.
Dopo questi incontri, l’attesa per il sospiratissimo concerto serale del Maestro Micalizzi è stato il momento migliore per conoscere più da vicino queste persone incredibili (nel frattempo è arrivata anche Edda Dell’Orso), scattare foto con loro e farsi firmare altri autografi. Ha fatto piacere constatare che la grandezza di questi artisti è pari alla loro disponibilità e simpatia. Non un attimo di banalità: il sound check della Big Bubbling Band di Micalizzi, e Alessandroni che si scaldava in disparte con la sua chitarra classica, mi ha costretto a saltare la cena. Non si poteva andare via. Alle 21:00 inizia il concerto. E’ prevista una serata col funky-jazz delle colonne sonore poliziesche di Micalizzi arricchite dalle esibizioni di 4 guest star: Alessandroni, De Gemini, Giacomo ed Edda Dell’Orso. Così l’irrefrenabile Micalizzi con la meravigliosa sessione di fiati della sua Band ci riporta con le note alle immagini degli inseguimenti a bordo delle Giulia, fino a giungere all’arrivo sul palco del primo ospite Alessandro Alessandroni con il quale esegue l’intramontabile tema di Lo chiamavano Trinità. Alessandroni esegue poi solo voce e chitarra un versione da brividi del tema di Lone Wolf McQuade del maestro De Masi, omaggiato a ruota da Micalizzi che esegue altri temi fra cui una bell’arrangiamento di The Big Game. Successivamente è la più grande voce italiana, Edda Dell’Orso, a salire sul palco e, accompagnata dal piano suonato dal marito Giacomo, ha estasiato i presenti con Sean Sean. Ultimo ma non ultimo superospite a salire sul palco è stato Franco De Gemini, meglio conosciuto come “L’uomo con l’armonica”. E proprio il tema da C’era una volta il west, che lo ha reso famoso in tutto il mondo, si è librato nell’aria. Un momento sconcertante: non credevo che un’armonica potesse essere spinta ad emettere tali suoni. Un fenomeno. Dopo ancora Micalizzi che ha continuato il suo percorso dai temi di Roma a mano armata a quelli di Il cinico, l’infame, il violento, fino a richiestissimi bis. Risale sul palco Alessandroni che con chitarra elettrica e il suo inimitabile fischio ci regala Per un pugno di dollari e Per qualche dollaro in più. Risale anche Edda che ancora con il semplice accompagnamento del piano canta Metti, una sera a cena. Chiude il mattatore della serata, Franco Micalizzi, un concerto che i presenti non dimenticheranno mai.
Si spengono le luci, la gente se ne va, chi rimane scambia le ultime battute coi protagonisti. Molti miei idoli sono qui, ma soprattutto c’è Edda, la cui dolcezza e gentilezza compete con la sua bravura. Rimango a lungo a parlare con lei delle sua collaborazione con Umiliani, dei compositori con cui non ha lavorato perché non utilizzavano i vocalismi (Rota, Ortolani), delle rare volte in cui ha cantato un testo, le cito Sesso matto, e lei mi stupisce dicendomi che ha cantato anche in tedesco su un’aria secentesca, ma anche in L’Età del malessere di Stefano Torossi e in un'altra colonna sonora di Nico Fidenco. Mi parla di come gli è cambiata la vita dopo C’era una volta il west, un film che, aggiungo io, è stato in effetti una rivoluzione al femminile grazie a lei e al personaggio della Cardinale.
Recupero il fido Leonardo, andiamo assieme a salutare Daniele De Gemini che ringrazieremo tutta la vita per averci fatto vivere questa serata. Salutiamo ancora Umberto Lenzi e ci avviamo al nostro Hotel. Dopo una mattinata di viaggio e un pomeriggio come questo, ci aspetta un’accogliente stanza singola cadauno, con un letto matrimoniale con quattro cuscini, in un albergo isolato di un silenzioso paesino sul più alto dei colli romani. Non basta, quella notte non riuscirò a prendere sonno.
Fabio Meini (foto di Leonardo Sbrana)
















































Foto dall’alto al basso: (1) Franco De Gemini e Franco Micalizzi (2) Alessandro Alessandroni, Fabio Meini e Franco Micalizzi (3) Sul palco da sinistra, il vice sindaco e il sindaco di Rocca Priora, Franco De Gemini, il giornalista Fabio Babini, Filippo De Gemini, Franco Micalizzi, Alessandro Alessandroni (4) Sul palco da sinistra, Daniele De Gemini, Lamberto Bava, Fabio Babini, Umberto Lenzi, Franco Micalizzi, Fillippo De Masi (5) Edda Dell’Orso (6) Alessandroni e Micalizzi suonano Lo chiamavano Trinità (7) La Big Bubbling Band di Micalizzi (8) Alessandroni durante Per qualche dollaro in più (9) Alessandroni suona e fischia Lone Wolf McQuade (10) Umberto Lenzi premiato dal sindaco e Filippo De Masi (11) Lamberto Bava (12) Edda Dell’Orso canta Metti una sera a cena (13) Edda Dell’Orso e Fabio Meini (14) Edda Dell’Orso canta Sean Sean