AVATI TORNA ALL'HORROR CON "IL SIGNOR DIAVOLO"

L’annuncio è di quelli che fa balzare sulla sedia perché Pupi Avati, ogni volta che ha toccato il genere orrorifico e fantastico, ha sempre lasciato qualcosa di positivo. Che poi, è il cinema dal quale è partito nel 1970 con il dittico “Balsamus, l’uomo di Satana” e “Thomas e gli indemoniati”, prima di toccare il suo apice (non solo del genere) con “La casa dalle finestre che ridono” nel 1976, al quale succederanno il grottesco “Tutti defunti…tranne i morti” (1977), “Zeder” (1983), e i più recenti “L’arcano incantatore” (1996) e “Il Nascondiglio” (2007). Il prossimo titolo sarà “Il signor Diavolo” e proprio di Satana pare che parlerà, in un film nuovamente ambientato nelle campagne italiane, negli anni 50, quelle campagne dove religione e fiabe la facevano da padrona. A margine dell’annuncio Pupi Avati parla della necessità del cinema italiano di tornare al genere alla luce della “catastrofe” a cui l’anno portato queste commedie “giovaniliste” tutte uguali con gli stessi cast. Noi siamo ovviamente concordi.
(26/04/2017)