Suburra
noir, col, 130 min.

Regia: Stefano Sollima

Sceneggiatura: Giancarlo De Cataldo, Carlo Bonini, Sandro Petraglia, Stefano Rulli

Attori: Pierfrancesco Favino, Elio Germano, Claudio Amendola, Alessandro Borghi, Greta Scarano, Giulia Gorietti, Adamo Dionisi

Fotografia: Paolo Carnera

Produzione: Italia, 2015

Musica: Joshua Berman

Come il poliziesco anni ’70 raccontava quello che stava accadendo durante gli anni di piombo così Suburra racconta la Roma attuale, precisamente quella del 2011 sullo sfondo della caduta dell'ultimo governo Berlusconi. E spacca, mostrando la faccia nera della capitale e della politica italiana fatta di politici corrotti o sempre corrompibili, famiglie che gestiscono la città e malavita di tutti i tipi, più o meno organizzata. Lo fa partendo dall'omonimo romanzo di De Cataldo dal quale realizza un film corale senza personaggi in cui identificarsi annullando l’eterno conflitto buoni–cattivi: qui fanno tutti schifo e la polizia non c’è mai. Un noir come non se ne vedeva dai tempi di Arrivederci, amore ciao, con un ottimo cast fatto di attori famosi e nuove leve su cui spiccano un Francesco Favino strepitoso nel ruolo del viscido Onorevole Malgradi, Alessandro Borghi (già protagonista dell'ultimo film di Caligari) nel ruolo di Numero 8 e Adamo Dionisi nel ruolo di Manfredi, capo degli “zingari”. Il Samurai interpretato da Amendola va ancora digerito, ma per quanto prevenuti forse funziona. Stefano Sollima, che ha dedicato il film al grande padre Sergio, ha realizzato un bel noir che avrà molto probabilmente la responsabilità del futuro del cinema di genere in Italia, dato che il film verrà distribuito da Netflix in tutto il mondo. Così gli americani potranno vedere l'altra faccia della grande bellezza, una Roma in cui le regole e le leggi le fanno scrivere i criminali, altro che le canzoni della Carrà! Una Roma in cui piove (sempre), governo ladro.
Fabio Meini