AD Project
fantascienza, col, 96 min.

Regia: Eros Puglielli

Sceneggiatura: Cristiano Callegaro, Eros Puglielli, Gabriella Blasi

Attori: Emiliano Reggente, Giorgio Albertazzi, Valerio Mastandrea, Giovanna Mezzogiorno

Fotografia: Luca Coassin

Produzione: Italia, 2006

Musica: Giulio Pierucci

Eros Puglielli ha dichiarato di essersi ispirato a David Lynch. Infatti la trama di questo film (uscito direttamente in dvd) è un tantinello sconclusionata. Al centro della vicenda, comunque, ci sono delle zone ad alta intensità energetica (alieni?), protette da dei guardiani.
Il regista e il fido direttore della fotografia confermano la loro bravura che è ancora una volta sprecata da sceneggiature sciatte o inesistenti. Gli attori non danno di certo una mano, ma mi preme segnalare che questo film è stato autoprodotto dall'intero cast che riceverà i contributi, nelle dovute proporzioni, ad incassi avvenuti.
Fabio Meini

Girato tra Tutta la conoscenza del mondo e Occhi di cristallo, AD Project rappresenta un autentico esperimento produttivo e artistico. Produttivo in primo luogo, poiché è stato finanziato dal cast stesso, nella previsione di ottenere un guadagno proporzionale alla quantità di denaro investito (in altri termini si tratta di un’autoproduzione). Inoltre il film di Puglielli è stato distribuito con una formula totalmente nuova per il sistema italiano: evitando la normale uscita in sala – similmente a H2Odio di Alex Infascelli - AD Project è stato stampato direttamente su dvd ma, diversamente H2Odio, è stato destinato all’home video e non alle edicole. È la formula straight to video decisamente insolita per il sistema italiano. Dal punto di vista artistico AD Project è altrettanto sperimentale, dal momento che usa la tecnologia digitale non per creare un’immagine realistica (l’abusata retorica del digitale), ma per plasmare un universo indefinito in cui la realtà e la proiezione mentale si sovrappongono ininterrottamente. Ciò che colpisce di più tuttavia è il lavoro della videocamera: sempre vicino agli attori, lo sguardo digitale penetra nei loro pensieri più intimi, non tanto rivelandoli quanto piuttosto sprofondandovi dentro. In questo universo fusionale nel quale la realtà sfuma continuamente in visioni intessute di desiderio e paura, è indubbiamente rimarchevole il modo in cui il direttore della fotografia Luca Coassin lotta contro la rigidità del frame digitale. Inondando i personaggi di una luce irradiante o immergendoli in profonde oscurità, ammorbidisce l’aspra spigolosità delle sagome digitali, dando all’immagine un suggestivo e intenso sapore lynchiano. Se non fosse pura blasfemia, potremmo dire che AD Project è una sorta di INLAND EMPIRE avant la lettre. L’abbiamo detto? È colpa degli extraterrestri!
Alessandro Baratti