Il Conte Ugolino
drammatico, col, 90 min.

Regia: Riccardo Freda

Sceneggiatura: Luigi Bonelli, Mario Monicelli, Steno

Attori: Carlo Ninchi, Gianna Maria Canale, Peter Trent

Fotografia: Sergio Pesce

Produzione: Italia, 1949

Musica: Alessandro Cicognini

La repubblica marinara di Pisa tesse una trappola alla rivale Genova per conquistare il dominio del Tirreno. La trappola fallisce perché il Conte Ugolino, che sarebbe dovuto entrare in un secondo tempo nella battaglia, non viene avvertito dell'attacco. Il Conte, raggirato, viene accusato di tradimento e condannato ad essere murato vivo in una torre assieme ai suoi figli. Preso dalla fame, la sua progenie diverrà il suo ultimo vano pasto.
Diretto con la consueta professionalità da Riccardo Freda che però non ci regala spunti particolari. La ricostruzione fa acqua da molte parti: i costumi sono generici, non c'è una minima ricerca gergale (un bambino che chiama "papà" il suo "babbo" non può essere pisano) e anche la storia raccontata oltre ad essere eccessivamente romanzata è storicamente inattendibile. Il Conte Ugolino della Gherardesca, nella realtà, prese parte alla battaglia della Meloria e fu accusato di tradimento perché, visto l'andamento negativo del conflitto, fece ritirare la sua nave. Il finale fantastico e orrorifico si rifà ovviamente alla leggenda descrittaci da Dante nella divina commedia a cui il film fa esplicitamente riferimento.
La torre in cui fu rinchiuso il Conte Ugolino è ancora esistente e visibile nella centrale Piazza dei Cavalieri.
Fabio Meini