Il Rosso segno della follia
thriller, col, 88 min.

Regia: Mario Bava

Sceneggiatura: Santiago Moncada

Attori: Stephen Forsyth, Dagmar Lassander, Laura Betti, Femi Benussi, Jesus Puente

Fotografia: Mario Bava

Produzione: Italia, 1970

Musica: Sante Maria Romitelli

La macchina da presa inquadra l'assassino intento a mirare l'arma dei suoi delitti, nell'interno del suo atelier di abiti da sposa. L'inquadratura poi scorre i volti dei manichini resi terrificanti da un magnifico gioco di luci e ombre. La macchina continua a scorrere le inermi figure fino ad inquadrare nuovamente il volto dell'assassino (fuori posto?) e infine i volti immobili e inquietanti dei partecipanti ad una seduta spiritica (in un altro giorno, in un altro luogo). Questa è una sequenza meravigliosa ed emblematica de Il Rosso segno della follia di Mario Bava uno dei suoi film considerati “minori” e anche uno dei più invisibili dato che finora non si trovava una copia in lingua italiana. Il vero e unico maestro dell'horror italiano si cimentò con questo film partendo da una sceneggiatura flebile e lacunosa che gli dette l'opportunità però di riempire quei vuoti con molteplici virtuosismi registici come quello descritto. Si plachino quelli che hanno pensato che gli abbia tolto il gusto di scoprire l'assassino. Non vi è nulla da scoprire ne Il Rosso segno della follia: dopo aver ucciso la prima sposa, l'assassino pulisce l'accetta sul vestito bianco e poi si presenta “sono John Carrington ho trent'anni e sono un paranoico. Paranoico! una parola incantevole…piena di possibilità. In realtà sono completamente pazzo”. Non vi perdete questo film “minore”.
Fabio Meini