Avere vent'anni
drammatico, col, 94 min.

Regia: Fernando Di Leo

Sceneggiatura: Fernando Di Leo

Attori: Gloria Guida, Lilli Carati, Ray Lovelock, Vincenzo Crocitti, Vittorio Caprioli, Giorgio Bracardi, Leopoldo Mastelloni

Fotografia: Roberto Gerardi

Produzione: Italia, 1978

Musica: Franco Campanino

Alle prese con lo spinoso tema della liberazione sessuale come istintivo e irrinunciabile anelito di libertà, Di Leo ingigantisce pregi e limiti del suo cinema: spregiudicatezza creativa, rottura dei cliché interpretativi degli attori e frontalità d’approccio da una parte e improbabilità delle situazioni, discontinuità stilistica e velleitarismo ideologico dall’altra. Sulla carta questo Avere vent’anni possiederebbe le carte in regola per azzannare il moralismo e il maschilismo della società italiana della fine degli anni Settanta (e non solo, ovviamente), ma l’alternanza dei registri e il macchiettismo dei personaggi vanificano l’incisività della denuncia. Naturalmente le parti più interessanti e convincenti – l’incipit sulla spiaggia e la mattanza finale – sono state eliminate dalla versione “espurgata”, mandando a gambe all’aria l’impianto antirepressivo del film. La Carati e soprattutto la Guida, pur sfoggiando una fisicità prorompente e adatta ai ruoli, denunciano pesantissimi e irrimediabili limiti attoriali.

PS - La recensione si riferisce alla versione rimontata: di quella passata in sala e maciullata dai tagli non mette conto parlare tanto è irricevibile.
Alessandro Baratti