Il Mio nome è Shangai Joe
western, col, 94 min.

Regia: Mario Caiano

Sceneggiatura: Mario Caiano, Carlo Alberto Alfieri, Fabrizio Trifone Trecca

Attori: Chen Lee, Klaus Kinski, Gordon Mitchell, Piero Lulli, Giacomo Rossi Stuart,

Fotografia: Guglielmo Mancori

Produzione: Italia, 1972

Musica: Bruno Nicolai

Il cinese Shangai Joe arriva a San Francisco per fare il cowboy. Schernito e deriso da tutti, riesce a ottenere fama e rispetto a colpi di Kung-fu. Viene quindi assunto alle dipendenze di Spencer, ma si ribella quando i suoi colleghi sparano su degli inermi messicani. Divenuto un avversario pericoloso, Spencer paga i quattro migliori pistoleri per ucciderlo, ma per fermarlo occorre un uomo della stessa scuola del Maestro Yang da cui Shangai Joe proviene.
Se devo dire la verità, questo mix di spaghetti western e kung-fu non mi ispirava un granché. L’inizio del film tende infatti troppo al farsesco e all’ironia involontaria a causa di improbabili piroette fatte dal protagonista. In seguito però, corretta la mira, il film si fa a dir poco interessante pur sempre con le forzature e gli stereotipi del genere. Il film presenta inoltre delle strepitose scene splatter fra le più violente mai viste in uno spaghetti western. Il mix alla fine funziona e il duello finale a colpi di karate e colt è di quelli che farebbe venire i brividi alla schiena anche a Tarantino. Curioso e divertente. Una sorpresa.
Fabio Meini