Dark Resurrection volume 1
fantascienza, col, 60 min.

Regia: Angelo Licata

Sceneggiatura: Angelo Licata

Attori: Marcella Braga, Maurizio Zuppa, Giuseppe Licata, Elisa Werneck, Grazia Ogulin

Fotografia: Angelo Licata

Produzione: Italia, 2007

Musica: Robert Etoll, Pivio e Aldo De Scalzi

Per motivi di budget, fare un film di fantascienza in Italia è sempre stato difficile. I pochi film degni di nota furono realizzati grazie alla maestria e alle invenzioni di grandi registi come Antonio Margheriti o Mario Bava, che riuscirono con i pochi mezzi a loro disposizione a realizzare dei piccoli gioielli della fantascienza in stile Star Trek, diremo oggi, cioè quella fantascienza che non ha bisogno di grandi effetti speciali, perché sfrutta prevalentemente interni lasciando molto alla fantasia. Ma fare un film di fantascienza come Star Wars in Italia è praticamente impossibile e farlo senza avere dietro un finanziatore allora diventa il fatto stesso pura fantascienza. E allora ci troviamo in altra dimensione dove un gruppo di ragazzi appassionati di Star Wars per puro gioco e per mettersi alla prova hanno realizzato Dark Resurrection volume 1, uno spin-off di Guerre Stellari, cioè un film che riprende alcuni elementi del colossal americano reinserendoli in una nuova storia originale. La storia è quella di Sorran, potente maestro dell’ordine, che scopre delle antiche iscrizioni in cui si parla di un tempio creato sul pianeta Eron capace di donare grandi poteri e di un eletto che avrebbe aperto il sigillo divenendo la Forza vivente. Sorran convinto di essere il predestinato si spinge alla ricerca ossessiva del pianeta non curante delle perdite umane che questo comporta. Il Consiglio cerca di vanamente di bloccarlo. Hope, una novella Jedi, rimane l’unica persona in grado di fermarlo.
Non manca niente né le spade laser, né le astronavi e neppure città e ambientazioni spaziali. Il tutto realizzato in computer grafica a cui sono state sovrapposte le immagini degli attori girate in chroma-key (cioè in uno spazio completamente vuoto con sfondo monocromatico). Tutto in computer grafica, tranne C1P8, il robottino, si perché c’è anche lui, perfettamente funzionante e realizzato in scala 1 a 1 dal veronese Amedeo Tecchio. Dark Resurrection non però così legato a Star Wars, se non fosse per C1P8, per le spade laser (le else sono fatte al tornio), e per i riferimenti alla “Forza” il film non avrebbe nulla da condividere col capostipite. Infatti si è cercato comunque un originalità creando astronavi diverse o costumi (tutti fatti a mano) in stile più retrò così come l’architettura di alcuni edifici (templi, piramidi). Un altro punto di disgiunzione è la bella fotografia che da un’immagine decisamente più dark rispetto al film di Lucas e la scelta intelligente di una donna nel ruolo di protagonista (evitando così paragoni con Mark Hammil e Harrison Ford). Molto bravi quasi tutti gli attori, non solo per il fatto che hanno lavorato gratis, e buono anche il doppiaggio. Gli effetti speciali della Lord of Illusion sono spettacolari anche se ce n’è qualcuno di troppo (la scia che lascia Hope quando corre). Buone anche le musiche concesse alla causa da Robert Etoll e da Pivio e Aldo De Scalzi. Le pecche? qualcosa nella recitazione e in alcuni combattimenti dove l’assenza di stunt-man professionisti rende visibilmente falsi alcuni colpi. Speriamo che questo progetto (no-profit per ovvi motivi di diritti), dia la giusta visibilità a queste persone che possono realmente dare molto al cinema di fantascienza italiano. In attesa ovviamente del volume 2 che concluderà la storia.
Fabio Meini