L'Anticristo
horror, col, 112 min.

Regia: Alberto De Martino

Sceneggiatura: Gianfranco Clerici, Alberto De Martino, Vincenzo Mannino

Attori: Carla Gravina, Mel Ferrer, Arthur Kennedy, George Coulouris, Alida Valli, Mario Scaccia, Umberto Orsini, Anita Strindberg, Remo Girone

Fotografia: Aristide Massaccesi (Joe D'Amato)

Produzione: Italia, 1974

Musica: Ennio Morricone, Bruno Nicolai

Ippolita Olderisi è condannata a vivere su una sedia a rotelle a causa di un vecchio incidente. Viene portata al santuario della Madonna per attendere il miracolo che non avviene. Perde allora anche la fede, cosicché Satana trova terreno fertile per possederla e metterla incinta. Dopo averle provate tutte la famiglia chiama un esorcista.
Ovviamente figlio de L’Esorcista, L’Anticristo riesce a distanziarsene nel bel prologo al santuario della Madonna dove molte famiglie disperate portano i loro sfortunati cari per sperare in un segno divino. Dopodiché la storia è quella: prima si crede nella psicanalisi, anche se la giovane vomita verde e parla babilonese, poi finalmente con grave ritardo si da adito alla pista demoniaca. L’esorcismo e il finale non hanno un decimo della forza del film di Friedkin. Nonostante ciò, non è un film da buttare, anzi, per certi versi si spinge oltre il capostipite perché quello che combina Ippolita (una Carla Gravina molto brava), fra incesti e turpiloqui, Regan non se lo sognava nemmeno. Da segnalare la splendida sequenza infernale che prefigura la satanica fecondazione, che beneficia più di ogni altra dell’ottima fotografia di Aristide Massaccesi. Bella anche la scenografia (le statue nel corridoio sono inquietanti) e la musica dissonante di Morricone e Nicolai. Alcuni effetti speciali sono veramente carini, altri purtroppo datati e imbarazzanti.

“Allora prete, la benedici o no questa troia di tua nipote”
Fabio Meini