Il Soldato di ventura
avventura, col, 95 min.

Regia: Pasquale Festa Campanile

Sceneggiatura: Franco Castellano, Luigi Magni, Giuseppe Moccia, Marcello Verucci

Attori: Bud Spencer, Enzo Cannavale, Ada Tauler, Verónica Luján, Philippe Leroy, Marc Porel, Oreste Lionello

Fotografia: Marcello Masciocchi

Produzione: Italia/Francia, 1976

Musica: Guido e Maurizio De Angelis

La disfida di Barletta in salsa cappa e spada, ma con un tocco di ironia selvaggia e strapaesana che dà a questa pellicola di Pasquale Festa Campanile un'aurea quasi picaresca. Già agli esordi della carriera, il regista dai natali lucani si era confrontato con il genere storico ("Una vergine per il principe", datato 1965, con Vittorio Gassman e Virna Lisi), per poi diventare uno dei mattatori indiscussi della commedia all'italiana, attento ritrattista delle perversioni borghesi post contestatarie, anche se molto spesso indulgente nei confronti di macchiette e tormenti epocali.

"Il soldato di ventura" arriva nello stesso anno di "Dimmi che fai tutto per me", opera minore tratta dai celebri racconti di Piero Chiara e con l'attore-feticcio Johnny Dorelli, e immediatamente prima del cult "Autostop rosso
sangue", perla rarissima della cinematografia di genere italiana, nonché unicum assoluto della produzione di Festa Campanile.

Le avventure di Ettore Fieramosca (Bud Spencer) impegnato a difendere l'onore di una patria ancora inesistente contro l'aristocratica arroganza di Charles La Motte (Philippe Leroy) e dei francesi che voglio sottrarre Barletta agli spagnoli. Grandi risse, sotterfugi, sequenze dedicate all'arte rara del tirare a campare, è un film di clamorose invenzioni artigiane - come ormai non se ne vedono più - e di massiccia impostazione fisica, non avulsa da qualche remota derivazione slapstick. Parterre di attori in grande spolvero con almeno una sequenza gioiello per i suoi tempi comici, in cui lo scrivano della compagnia di ventura (Enzo Cannavale) confessa a un Fieramosca analfabeta di non sapere scrivere.
Chi racconterà dunque ai posteri la disfida di Barletta e il trionfo "italiano"?

Luigi Magni quarta mano della sceneggiatura. Musiche dei fratelli De Angelis, che qui confezionano il celeberrimo "Oh Ettore", noto a grandi e piccini.
Filostrato