Un film cult, finora da noi ignorato, a causa delle pessime condizioni dell’unica copia disponibile: un riversamento di una vhs greca. Grazie all’“Appuntamento a mano armata 2010” siamo riusciti finalmente a vedere una copia ottima, per giunta in 35mm. “Come cani arrabbiati” è stata una sorpresa. Un noir che fonde il poliziesco all’italiana con “Arancia meccanica”. Infatti non mancano i canoni del genere poliziottesco come gli inseguimenti in auto ma allo stesso tempo è insolitamente crudo, violento, pieno di nudi e scene di sesso. Altra caratteristica originale sono le due figure femminili, una poliziotta e una criminale, molto importanti. La storia è quella di tre pariolini, Silvia, Rico e Tony, quest’ultimo figlio di un ricco industriale, che si svagano facendo rapine ed uccidendo persone. Sulle loro tracce c’è da subito uno sveglio commissario che però è ostacolato dai piani alti che non vogliono indagini sul figlio del potente imprenditore. Ad aiutarlo c’è però una collega. A spiazzare come già detto sono le scene di violenza: una ragazza presa in ostaggio, si ritrova in una casa sconosciuta. Il suo tentativo di fuga ha i tempi dilatati di un thriller e la sua fine, denudata e giustiziata con un colpo alla nuca, lascia col fiato sospeso. Siccome l’omicidio di una coppia gay eseguito nel lasso di tempo de “La canzone di Marinella” di De André. Ah, le musiche sono di Mario Molino: un paio di pezzi funky sono da strapparsi i capelli. Ci sono alcune ingenuità, ma il film è da vedere assolutamente e il personaggio di Silvia è veramente notevole.
Fabio Meini |