Eaters
horror, col, 94 min.

Regia: Marco Ristori, Luca Boni

Sceneggiatura: Germano Tarricone, Marco Ristori

Attori: Alex Lucchesi, Guglielmo Favilla, Rosella Elmi, Claudio Marmugi, Elisa Ferretti, Roberto Mariotti, Steve Sylvester

Fotografia: Paco Ferrari

Produzione: Italia, 2010

Musica: Filippo Corradin, Stefano Rossello

In un mondo decimato da un'infezione che ha causato prima l'infertilità, poi la morte di tutte le donne e ha mutato gli uomini in morti viventi, Igor e Alen, due sopravvissuti, affrontano un viaggio per recuperare dei contaminati da portare a Gyno che ha bisogno di cavie per continuare a studiare la malattia. Durante il viaggio incontreranno, oltre ai mostri, bande di neo-nazisti e un fanatico religioso. Ma anche una donna, forse l'ultima, forse fertile.
Eaters non è il classico film di zombi. Come in Incubo sulla città contaminata di Umberto Lenzi, i mostri hanno una cineticità decisamente superiore rispetto ai consueti morti viventi e alcuni anche la capacità di impugnare armi e di parlare. Questa non è l'unica novità. Mentre nei classici zombi-movie è fondamentale l'elemento claustrofobico, la delimitazione della zona libera (una stanza, una casa, un quartiere) dove i protagonisti lottano per la difesa dello spazio con i mostri che stanno all'esterno, in Eaters tutto si svolge in uno spazio aperto, è un road-movie dove ogni luogo è condivisibile da umani e contaminati. Altro elemento caratteristico è la scenografia industriale e il basso numero di sopravvissuti che non può non ricordare i post-atomici degli anni '80. A conferma ci sono due elementi classici di questo genere come la banda di nazisti e la ragazza sopravvissuta, probabilmente l'ultima fertile, proprio come quella in 2019 dopo la caduta di New York, post-atomico di Sergio Martino.
Il film è ben girato, con una fotografia molto buona e degli effetti speciali ottimi per un autoproduzione. Effetti speciali che mischiano sia quelli vecchio stampo con ottimi make-up e meccanismi robotici alla Rambaldi, sia quelli digitali usati però senza eccessi.
Bravi gli attori (i due protagonisti era già insieme in Kiss me Lorena e Piano 17) con la recitazione di Alex Lucchesi talmente sopra le righe che può risultare a taluni eccessiva ad altri azzeccatissima per il contesto. Il film ha inoltre il pregio di non prendersi sul serio con alcune trovate simpatiche ma senza cadere nel ridicolo involontario.
I difetti dovuti al budget ridotto si fanno tutti perdonare in questo film che è sicuramente uno dei migliori prodotti del cinema indipendente italiano degli ultimi anni. Ovviamente non è uscito nelle sale ma è stato distribuito in DVD in Giappone e in alcuni paesi europei, grazie al supporto del regista Uwe Boll, e si può trovare quindi facilmente online o nei negozi specializzati.
Fabio Meini