Dracula 3D
horror, col, 90 min.

Regia: Dario Argento

Sceneggiatura: Dario Argento, Enrique Cerezo, Stefano Piani, Antonio Tentori

Attori: Asia Argento, Rutger Hauer, Thomas Kretschmann, Unax Ugalde, Marta Gastini

Fotografia: Luciano Tovoli

Produzione: Italia/Spagna/Francia, 2012

Musica: Claudio Simonetti

Dopo un trittico come il Cartaio, La terza madre e Giallo, la speranza di vedere un film di Dario Argento decente era onestamente quasi nulla. Invece, senza gridare al miracolo, né al capolavoro, né al bel film, Dracula 3D segna senz'altro una crescita. Vabbé, peggiorare era difficile, ma nonostante alcuni soliti problemi il film ha un suo gusto e non presenta enormi lacune come i precedenti. Non mancano i soliti attori imbarazzanti, su tutti Asia Argento ma anche Unax Ugalde nei panni di Jonathan Harker ci mette del suo. Ha un suo perché Thomas Kretschmann nei panni di Dracula anche se non convince al 100%, mentre ottimi risultano Rutger Hauer nei panni di Van Helsing (ma stiamo parlando di Rutger Hauer) e Marta Gastini, oltretutto bellissima, nelle vesti di Mina. Il Dracula di Dario Argento va preso come un B-Movie, perché tale è, per i suoi effetti speciali approssimativi e per gli eccessi di gore e sesso.
Da sottolineare la scena del complotto contro Dracula in cui il Conte appare e fa una carneficina, sequenza lodevole dal punto di vista registico, per l'uso degli spazi e della profondità d'immagine. Su quest'ultimo punto Dario Argento sfrutta in alcuni casi in modo eccellente il 3D (notevoli le sequenze nel bosco) anche se questo non giustifica l'uso di questa tecnica che per me rimane più da Luna Park che da Sala cinematografica. Tolte appunto alcune buone sequenze in cui il 3D viene sfruttato significativamente, per il resto sembra di vedere una successione di cartoline natalizie tridimensionali.
La trama del film è risaputa, l'unica novità su cui Argento spinge molto sono le continue metamorfosi animalesche del Conte che oltre che nei consueti pipistrelli e lupi si trasforma anche in scarafaggi, ragni e in una enorme mantide religiosa.
Un film finalmente guardabile sorretto da una bella colonna sonora del fedelissimo Claudio Simonetti che sfodera un'orchestra sinfonica con ottimi effetti di musica elettronica “vintage” grazie soprattutto al theremin suonato da lui stesso. Stavolta almeno i fan di Argento potranno gioire.
Fabio Meini