Una cavalla tutta nuda
erotico, col, 100 min.

Regia: Franco Rossetti

Sceneggiatura: Franco Rossetti, Francesco Milizia, Nelda Minucci

Attori: Don Backy, Barbara Bouchet, Renzo Montagnani, Vittorio Congia, Leopoldo Trieste, Edda Ferronao

Fotografia: Roberto Girometti

Produzione: Italia, 1972

Musica: Don Backy, Detto Mariano

Che ci fanno Gulfardo de' Bardi e il suo degno compare Folcacchio Folcacchieri in viaggio verso Volterra? A un certo punto, non lo sanno più nemmeno loro, tanto da rischiare addirittura il rogo per tradimento. Si imbattono però nelle grazie michelangiolesche di Barbara Bouchet nei panni (pochi) di Gemmata, moglie di Niccolò, un improvvisato Leopoldo Trieste fuori parte. La pellicola di Franco Rossetti (regista del notevole "El Desperado", scritto con Cerami, e sceneggiatore - sotto pseudonimo - di "Zabriskie Point") ha senza dubbio il merito storico di aver intuito il potenziale commerciale presente in latenza nel "Decameron" di Pier Paolo Pasolini, riducendola a mera materia di esibizione.

In termini stilistici e di scrittura, oltre che cronologici, può essere considerato il primo "Decamerotico" del cinema italiano, candidando il volto di Don Backy (autore anche delle musiche insieme a Detto Mariani) quale vero e proprio tormentone di un genere che si annunciava già fiorente quanto, molto spesso, elusivo. Elusi infatti sono i fini dichiarati del film - come mostrare la nudità femminile, ritratta con necessaria avarizia in un'unica scena di nudo -, così come è elusa una certa matrice "scandalosa" suggerita dal titolo.

Film avaro anche nella vis comica, rimane un documento prezioso di come alcune derive di genere abbiano segnato l'immaginario di un'epoca, contribuendo a sviluppare un'educazione sentimentale delle masse quasi interamente incentrata sul voyeurismo.
Filostrato