L'ultimo cacciatore
guerra, col, 96 min.

Regia: Antonio Margheriti

Sceneggiatura: Dardano Sacchetti

Attori: David Warbeck, Tony King, Tisa Farrow, John Steiner, Bobby Rhodes, Margie Evelyn Newton

Fotografia: Riccardo Pallottini

Produzione: Italia, 1980

Musica: Franco Micalizzi

Un epigono della stagione Macaroni Combat, esercizio di perverso stile com'era nelle note di uno dei più grandi artigiani del cinema di genere italiano. "L'ultimo cacciatore" cuce senza pudore suggestioni disparate e diseguali dal recente - per l'epoca - filone Vietnam. Girato nelle Filippine, in pratica sullo stesso set di quel monumento che fu "Apocalypse Now", ne ripropone a grandi linee - e senza troppi rimorsi - il plot. A Saigon il capitano Harry Morris (David Warbeck, volto di "Giù la testa" di Sergio Leone, da questo film in poi volto - feticcio della stagione combat di Margheriti) incontra il vecchio amico Steve, alla disperata ricerca di Carol, giovane donna con cui ha diviso passione e politica nei ruggenti anni Sessanta statunitensi. Dopo il suicidio di Steve, Harry accetta una missione impossibile nel cuore della jungla infestata dai Charlie vietcong, alla ricerca di una stazione radio pirata che lancia messaggi contro le truppe statunitensi in guerra.
Accompagnato dalla cinica fotoreporter Jane Forster (Tisa Farrow), fanno tappa presso la base isolata del maggiore Cash, ufficiale impazzito in preda a un grottesco delirio di onnipotenza. La base viene rasa al suolo dai vietcong, mentre Harry e Jane vengono fatti prigionieri e sottoposti a indescrivibili nefandezze. Dopo una fuga rocambolesca, i due scoprono il covo della radio pirata... Finale con il botto (in tutti i sensi), cifra di un pessimismo manieristico che è il sale dell'intera pellicola. Saturo, eccessivo, sensuale, primo esperimento bellico di Antonio Margheriti che aveva già "assaggiato" - con ben altre intenzioni ed esiti - il genere realizzando il cult "Apocalypse
domani". Enorme successo di pubblico e botteghini sbancati per un film che a distanza di più trent'anni appare come un esempio bizzarro di cinema di guerra. Musiche angosciose di Franco Micalizzi che hanno il grande merito di imprimere un ritmo ancora più serrato a una narrazione non sempre puntuale.
Filostrato