La poliziotta
erotico, col, 100 min.

Regia: Steno

Sceneggiatura: Sergio Donati, Luciano Vincenzoni

Attori: Mariangela Melato, Orazio Orlando, Mario Carotenuto, Renato Pozzetto, Alberto Lionello Alvaro Vitali, Umberto Smaila

Fotografia: Alberto Spagnoli

Produzione: Italia, 1974

Musica: Gianni Ferrio

La parabola di Gianna Abbastanzi (Mariangela Melato), prima celestiale creatura prigioniera di una provincia ingrata e sfruttatrice, poi inflessibile vigile urbano con una famelica voglia di riscatto, soprattutto nei confronti di quell'universo maschile che a lungo ha scandito la sua schiavitù di donna brava e piacente. Una delle pellicole di Steno che meglio riesce - con portentosa leggerezza di mezzi e di scrittura - a descrivere un clima epocale, fatto di rassegnazione, ingiustizie più o meno plateali, cannibalizzazione del più debole a vantaggio di colui che è spudoratamente più forte. Gianna diventa Giovanna - come la santa pulzella bruciata al rogo - e si promuove paladina della giustizia terrena, fino a quando non giungerà a toccare i nervi scoperti del sistema e per questo sarà esiliata senza appello.

Film che tradizionalmente si vuole iniziatore del filone sexy della commedia italiana, è molto di più. Certo, documenta una sensibilità nuova nei confronti di commistioni fino ad allora impensabili, come la sovrapposizione di divisa e procacità femminile, e si fa volontario artefice di un immaginario che letteralmente esploderà nel decennio successivo con esiti alterni; tuttavia, si tratta di strumenti al servizio del severo messaggio di Steno, abile ritrattista di un'Italia corrotta e corruttrice, paese del vituperio dove essere belli (e buoni) è una condanna a morte. Dell'impronta di Steno (e degli sceneggiatori Donati - Vincenzoni) nei sequel a venire rimarrà solo la confezione: tre seguiti tutti a firma Tarantini ("La poliziotta fa carriera", "La poliziotta della squadra del buon costume" e "La poliziotta a New York") con l'icona Fenech strizzata nelle succinte divise del caso. Altro "seme" lanciato da Steno, la presenza di Alvaro Vitali, che di lì a poco prenderà possesso del continente soft-erotico del cinema italiano.

Musiche leggere e ardite di Gianni Ferrio.
Filostrato